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L'Airedale e le gare di UD
di M.Cecilia Paniccia


Sembrerà strano ma ho deciso di cercare un cucciolo di Airedale Terrier avendo come obiettivo proprio le gare di Utilità e Difesa.
Era da anni che l'immagine di questo cane barbuto mi frullava nella mente, forse a causa di qualcosa che avevo letto da bambina. Magari il racconto di qualche azione eroica compiuta da un airedale durante la grande guerra o forse ero semplicemente rimasta colpita da questo muso ossimoro, da buffo-austero.
Così quando dopo anni di lontananza dai campi di lavoro ho deciso di riprendere il mio percorso di preparatrice e conduttrice, Yasko Von Thekla è entrato, prepotentemente, nella mia vita.
In Yasko ho, con mia grande gioia, trovato un cane dotato di un'intelligenza pronta, capace di ragionare e trovare soluzioni.
Agile, dotato di grande temperamento, instancabile, sempre pronto a ricominciare il gioco.
Un cane con un istinto predatorio che, nel bene e nel male, posso solo definire atavico.
Per un cane da UD questa è una qualità assoluta.
Canalizzando il predatorio sulla pallina o sul salamotto avremo, insieme al cibo, uno stimolo eccellente nell'apprendimento di tutti gli esercizi della sezione B : l'Obbedienza.
Indirizzandolo sulla manica avremo la chiave della preparazione negli esercii della sezione C: la Difesa.
Al contrario di quanto a volte si crede, la preparazione degli esercizi di difesa, previsti dai regolamenti ipo, non rende i cani più aggressivi e pericolosi.
In primo luogo perché il cane durante la gara deve dimostrare di essere perfettamente sotto il controllo del conduttore. Deve limitarsi ad abbaiare quando trova il figurante dopo aver perlustrato i nascondigli, deve lasciare la manica quando il figurante cessa l'azione offensiva (il cane che non lascia dopo tre comandi è eliminato), deve limitarsi a vigilare quando il figurante è fermo e scortarlo durante la condotta.
Ma soprattutto non li rende più pericolosi perché il morso viene canalizzato esclusivamente sulla manica.
Yasko adora il figurante con cui ci prepariamo alle gare ( permettetemi di rivolgere uno speciale ringraziamento a Bruno Sarandrea, che con grande sensibilità, disponibilità ed esperienza mi sta aiutando nella preparazione di Yasko) e a volte, quando sul campo ci perdiamo in chiacchere, si può vedere Yasko impaziente che gironzola scodinzolando prima intorno alla manica posata in terra e poi intorno a Bruno a cui da colpetti con il naso come per invitarlo a cominciare.
E' il regolamento di gara, d'altronde, che prevede che il soggetto sia perfettamente equilibrato e che morda il figurante esclusivamente sulla manica, preferibilmente nella parte centrale.
E' quasi inutile, infine, spendere parole sul "naso" di Yasko (quel nasone così espressivo) e su come il tributo di sangue degli Otterhound renda l'airedale un cane adattissimo ad interessarsi del lavoro della sezione A: la Pista.
In questa fase della gara il cane svolge un lavoro di ricerca olfattiva, che consiste nel seguire, naso a terra, il percorso eseguito da un tracciatore, che preveda dei cambi di direzione, e nel segnalare il ritrovamento di alcuni oggetti lasciati lungo la pista.
Devo dire che con Yasko il problema fondamentale, e non ancora risolto, resta quello di frenare la sua foga per ottenere l'andatura costante e l'atteggiamento concentrato richiesto dal regolamento.

Insomma le qualità caratteriali sono tante (non dico che non ci siano anche i difetti, la perfezione si sa non esiste) e rendono l'airedale un cane adatto a cimentarsi non solo nella gare di UD ma in tante diverse discipline, penso all'agility, all'obedience, ma anche la protezione civile o la pet therapy.

Che volete farci ho sempre pensato che un cane coinvolto nel "giusto modo" (e di questo se vi va scriverò in seguito) in una di queste attività con il suo padrone sia un cane estremamente felice.



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M.Cecilia e Yasko Von Thekla
(cliccare sulle foto per ingrandire)

foto: Francesco Finocchiaro

© AiredaleTerrier.it  2002 -  di Stefano Rosadoni e Luisa Romanini - riproduzione vietata